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Concerti di S.Apollonia

Concerto di S.Apollonia 2007 - Musiche nuove, suggestioni antiche

Difficile sottrarsi al fascino dei tempi antichi, difficile per chiunque ne studi le testimonianze, ne incontri le pagine letterarie, le rovine, le evocazioni storiche, le suggestioni culturali. La riscoperta del tempo antico è peraltro esperienza poliedrica, multiforme, capace di assumere varie connotazioni e di incontrare sensibilità diverse, a seconda dell'età e del livello di esperienza di chi la vive. In essa vi è davvero spazio per tutti: per curiosità "infantili" e per passioni intellettuali, per interessi di tipo storico-artistico, per gli itinerari musicali.

C'è un legame sotterraneo che unisce il lavoro di alcuni autori contemporanei, che hanno rivolto le loro attenzioni e la loro ricerca espressiva a rivisitare eventi, luoghi e personaggi della storia antica, giungendo ad attribuire loro un interesse nuovo, sorprendente, inaspettato. Il percorso proposto in questo concerto prende le mosse dalla prima grande pagina della storia della civiltà: con Misteri d'Egitto il compositore N. Taylor ci introduce nei segreti delle Piramidi, dei Faraoni, di una cultura dalla simbologia complessa e dalle imponenti realizzazioni.

Altrettanto imponenti ci appaiono per altro verso il mondo e i personaggi dell'epopea omerica, protagonisti di "Odissea", Sinfonia n. 2 di R. W. Smith. La grandezza e l'astuzia di Ulisse, le atmosfere lussureggianti e "decadenti" che si incontrano nell'isola di Calipso, le peripezie che culminano nel ritorno ad Itaca, non lasceranno indifferente chi, alzando lo sguardo da vecchi libri di scuola, si sia ritrovato talvolta a fantasticare di gesta epiche, leggendarie, favolose.

Di minore impatto speculativo, ma ben più solida nell'assetto politico e sociale si presenta a noi la società romana, della quale l'opera del compositore M. Bürki coglie aspetti caratteristici ed inquietanti, illustrando musicalmente alcune pagine del romanzo "Pompei" (di Robert Harris). Dalle occupazioni della nobiltà di Roma, agli intrighi politico-finanziari, fino ai toni apocalittici che accompagnano la fine di Pompei, tutto assume connotati forti, non privi di modernità.

Non potevamo infine mancare pagine dedicate al più illustre dei figli di Roma: Giulio Cesare. L'opera "Rubicone" di B. Appermont ci presenta, con modalità ricorrenti nel genere di musica chiamata "descrittiva", una sequenza di accenti che vanno dal carattere meditativo dell'invocazione agli Dei, all'utilizzo di sonorità tipicamente militari, con timbri robusti, talora assordanti e ritmi più intensi (battaglia di Fàrsalo), fino al successo finale di Cesare, contrassegnato dal trionfo della danza. Grandezza e splendori di uomini e tempi antichi, potenza della musica, capace di dar loro nuova vitalità.

Brani del concerto

  • Misteri d'Egitto, N. Taylor
  • Odissea (Sinfonia n. 2), R. W. Smith
  • Pompei, M. Bürki
  • Rubicone, B. Appermont