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Concerti di S.Apollonia

Concerto di S.Apollonia 2019 - Ouverture

Ouverture è un termine che ha fatto tanta strada nel mondo della musica e della cultura, al punto da rendere necessaria qualche spiegazione di carattere storico, nel tentativo di comprenderne la portata. Originariamente, nel barocco francese, era intesa come "musica di apertura" in occasione di particolari eventi musicali: opere liriche e suites di danze. In tale contesto assunse una particolare struttura che utilizzava elementi ritmici (note puntate) e stilistici (stile fugato) ben delineati; all'Ouverture alla francese si contrappose ben presto un modello di Ouverture italiana, adottato nel melodramma, che avrà forti influssi nello sviluppo della musica sinfonica del secolo XVIII.

La Cattolica sul palco del teatro Fumagalli

Nonostante il suo ruolo in apparenza "subordinato" di annunciatrice, l'Ouverture andò ben presto oltre gli ambiti nei quali si era sviluppata: in alcuni casi si rivelò determinante per il successo dell'opera da essa introdotta, come nel caso dell'Oberon, in programma questa sera; le critiche ricevute dalla verdiana Giovanna d'Arco risparmiarono di fatto l'Ouverture, ritenuta tra le più riuscite del maestro di Busseto; in certi casi (come nelle suites orchestrali di Bach) la parola Ouverture è stato di fatto utilizzata per indicare l'intero ciclo di brani che da essa prendevano l'avvio; a partire dal secolo XIX, mentre l'Ouverture conservava in campo operistico la sua funzione introduttiva, vari compositori presero ad intitolare "Ouverture" dei brani sinfonici totalmente svincolati dall'evento teatrale, veri e propri Pièces de concert del tutto autonomi, spesso con carattere decisamente spettacolare: nel brano di Tchaikovsky in esecuzione stasera la partitura originale - che commenta con anima e sensibilità tipicamente russe la guerra combattuta dalle truppe di Napoleone in quel lontano paese - prevede addirittura dei colpi di cannone. Ormai acquisita l'identità di composizione musicale del tutto indipendente, l'Ouverture si offre alle istanze compositive di autori che intendono sperimentare innovazioni e ricerche musicali: il brano di Gershwin rappresenta anche l'occasione per arricchire la sezione delle percussioni e la timbrica orchestrale; quello di V. Williams si presta alla sfida di realizzare, con strumentale ironia, suoni onomatopeici come il ronzio di certi insetti; con A Festive Overture di Alfred Reed, l'Ouverture entra a pieno titolo tra la letteratura originale per banda di epoca contemporanea, non senza accennare nella struttura alle sue lontane origini francesi e barocche.

Ancora una volta il Corpo Musicale La Cattolica ci offre, con l'occasione della festa per la Santa patrona, il dono di una serata all'insegna del buon gusto musicale, della cultura, della rievocazione storica. In particolare risulta apprezzabile il percorso mirato a cogliere con la maggior completezza possibile la presenza e la valenza artistica di una composizione musicale la cui importanza non sempre appare così immediata: a parte la primordiale fase barocca, poco congruente con le risorse di un ensemble di fiati, i brani in programma risultano sicuramente rappresentativi di tutto ciò che l'Ouverture è stata nell'evoluzione musicale dal primo ottocento ad oggi; al maestro e ai suoi strumentisti va riconosciuto il merito di avere condotto un ampio lavoro, sorretto da uno studio intelligente.

Brani del concerto

  • A Festive Overture, Alfred Reed
  • Oberon Overture, Carl Maria von Weber (arr. John Gready)
  • Overture to The Wasps, di Ralph Vaughan Williams (arr. Frank M. Hudson)
  • Overture da Giovanna d'Arco, di Giuseppe Verdi (arrg. Wolfgang Wossner)
  • Cuban Overture, George Gershwin (arr. Mark Rogers)
  • 1812 Overture, Peter Ilyich Tchaikovsky (arr. Martin Tousignant)