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Il maestro Mario Gerosa

Il maestro Mario Gerosa

Mario Gerosa, nato a Como nel 1957, si è diplomato in tromba presso il Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano nel 1982, sotto la guida del maestro Giuseppe Bodanza. Ha collaborato in passato, ed occasionalmente tuttora collabora come strumentista, con le seguenti orchestre italiane:

  • Teatro alla Scala di Milano
  • I Pomeriggi Musicali di Milano
  • Arena di Verona
  • Piccola Sinfonica di Milano
  • Stabile di Como
  • Quartettone di Milano
  • Orchestra Barocca Cima di Roma
  • Orchestra Sinfonica del Lario

Ha iniziato la sua attività di direttore di banda a 19 anni, come collaboratore del maestro Ermanno Corti; ha poi approfondito gli studi di direzione frequentando un master triennale, con il maestro Thomas Bricetti, organizzato dall'ABBM (Associazione Bergamasca Bande Musicali). Negli anni successivi ha partecipato a numerosi stages, tenuti dai seguenti maestri: Pierangelo Gelmini, Lorenzo Della Fonte, Hardy Mertens, Franco Cesarini, Felix Hauswirt, Fulvio Creux, Thomas Vincent Franschillo e Roger Bobo (per il perfezionamento degli ensambles di ottoni).

Durante la sua carriera ha diretto una brass band e diverse bande musicali, partecipando a numerosi concorsi e ottenendo sempre significativi risultati (vai alla pagina dei concorsi), tra i quali:

  • 2° posto al Concorso "Flicorno d'Oro" di Riva del Garda con la brass band della Nuova Scuola di Musica di Cantù (1985);
  • 2° premio nella terza categoria al "Concours International de Strasbourg pour Orchestre d'Harmonies" con la "Cattolica" di Cantù (2000);
  • 3° premio nella seconda categoria al "Certamen Internacional de Bandas de Mùsica Ciudad de Valencia" con la "Cattolica" di Cantù (2003);
  • 1° posto nella prima categoria al "Concorso Bandistico Internazionale" di Saint Vincent in Valle d'Aosta con i "Piccoli Musici" di Seregno (2005);
  • 5° posto su 150 bande svizzere partecipanti alla medesima categoria alla "Festa Federale di Lucerna" con la Filarmonica Medio Vedeggio (2006);
  • 7° posto su 127 bande svizzere partecipanti alla medesima categoria alla "Festa Federale di San Gallo" con la Filarmonica Medio Vedeggio (2011).

Dal dicembre 1999 fino al 2015 è stato il direttore stabile del Corpo Musicale "Mons. Giuseppe Nava" di Lurago d'Erba (CO), mentre da settembre dell'anno 2001 è il direttore dalla Filarmonica Medio Vedeggio nel Canton Ticino (Svizzera). Nel gennaio 2016 assume la direzione della Filarmonica Albesina (Albese con Cassano). Ha inoltre costituito una Brass Band, con la quale ha ottenuto il 2° posto al concorso Internazionale "Flicorno d'oro" di Riva del Garda nel 1995. L'associazione "Amici della Musica" di Novedrate in seguito ha adottato la formazione di musicisti, che ora si chiama "Novedrate Brass Band".

Dal 1976 insegna musica presso la Scuola Media Statale "F. Anzani" di Cantù, in qualità di docente di tromba e musica d'insieme nel corso triennale ad indirizzo musicale. Dal 1979 è il direttore artistico del Corpo Musicale "La Cattolica" di Cantù. In occasione del 40° di direzione, è stata commissionata al maestro Franco Arrigoni la composizione di una marcia dedicata al mestro Gerosa: la marcia, intitolata "Crazy March", è stata eseguita per la prima volta durante la trentesima edizione del concerto di S.Apollonia il 6 febbraio 2018.

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Peder

Il nome Pietro Gerosa è stato per diversi anni sinonimo di Cattolica: nella banda era una vera e propria istituzione. Era il vice maestro e insegnante degli allievi, in più per qualsiasi cosa tutti si rivolgevano a lui. Era un insegnante severo e pretendeva molto dai suoi allievi: tanti ricordano ancora le sue lezioni di teoria con una punta di timore, perché se non avevi studiato...

"Peder" alla tromba"Peder" era un virtuoso della tromba (ha anche collaborato con il Teatro alla Scala di Milano nelle bande da palcoscenico), ma oltre che per le sue doti musicali, tutti lo ricordano per la sua sensibilità: portava sempre la musica a chi ne aveva bisogno.
Saputo di una donna incinta e costretta a letto per la gravidanza proprio nel periodo natalizio, pensò che la musica potesse rincuorarla, portandole un po' di quell'atmosfera del Natale che non avrebbe potuto godere appieno quell'anno. D'accordo col marito, che con una scusa spalancò la finestra della camera da letto la notte di Natale, Pietro andò sotto casa loro con un gruppo di bandisti per suonarle la tradizionale "piva", la stessa che ancora oggi la "Cattolica" porta per le case la Vigilia.

Il maestro Igino Fiorucci

Ex maresciallo dell'esercito di stanza a Como, ma originario di Viterbo, il maestro Igino Fiorucci diresse la Cattolica per più di vent'anni e diede le prime lezioni di musica all'attuale maestro Mario Gerosa. I suoi modi militareschi, la sua esigenza durante prove e la sua precisione nell'inquadramento durante le sfilate hanno incrementato notevolmente il livello artistico del corpo musicale portandolo a grandi successi.

Il maestro Igino Fiorucci

Dirigeva anche altri corpi musicali in Lombardia e in Svizzera e spesso portava i musicanti della Cattolica nelle altre bande e viceversa: lo scambio tra bandisti aiuta molto la crescita artistica del singolo musicante che, in questo modo, può conoscere realtà differenti e suonatori di livelli diversi. Proprio grazie ai contatti del maestro con la Svizzera, la Cattolica ha avuto spesso l'opportunità di esibirsi durante carnevali, feste dei fiori e dell'uva nel canton Ticino.

Oltre che direttore, il maestro Fiorucci era anche un abilissimo compositore e arrangiatore; per il suo ventesimo anno alla direzione della Cattolica le ha dedicato la Marcia Sinfonica Ventesimo.

Nuè, vice maester

Suonare in banda gli ha salvato la vita. Noè andò a combattere durante la Prima Guerra Mondiale, ma in Germania venne catturato e messo in un campo di prigionia; qui i tedeschi gli proposero un accordo: avrebbe suonato gli squilli militari all'interno del campo, in cambio l'avrebbero tenuto in vita fino alla fine della guerra. Noè, abile suonatore di flicorno tenore, dovette in questi anni passare alla tromba e, come promesso, alla fine della guerra fu libero.

Tutti lo ricordano per il suo carattere duro e autoritario, ma un episodio che è rimasto impresso a molti è un servizio del 25 aprile. La banda sarebbe intervenuta al corteo solo ad una condizione: non avrebbero dovuto esserci bandiere di partito, perché la Cattolica non era, ne è, politicamente schierata. Il corteo iniziò come d'accordi, ma, ad un certo punto, bandiere comuniste si infilarono tra la folla prendendo parte alla sfilata; alla loro vista Nuè, il vice maestro della banda, diede l'ordine: Per fila sinist, sinist!, e la "Cattolica" abbandonò il corteo.